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Cartotecnica digitale. Cos’è e quando conviene.

Si fa presto a dire cartotecnica! Meglio offset o digitale? Che differenza c’è fra le due? Quale sarà davvero più conveniente?

In questo articolo facciamo chiarezza su questo tema nebuloso e vediamo, con esempi concreti, quando è meglio scegliere la cartotecnica digitale rispetto alla offset.

packaging digitale

Cosa si intende per cartotecnica.

La Cartotecnica è un processo che trasforma un foglio di carta o cartone in un oggetto come una scatola, un cartello vetrina, un espositore da terra o da banco, o un complemento di arredo.

Come avviene questa trasformazione? Attraverso vari passaggi e lavorazioni, alcune obbligatorie, altre opzionali.

Vediamole:

  • Accoppiatura: quando uniamo insieme più fogli, anche di materiali diversi, per crearne uno molto più resistente;
  • Cordonatura: indeboliamo il cartone in punti predefiniti per fare in modo che in quei precisi punti il materiale si pieghi facilmente;
  • Fustellatura: è banalmente il taglio del materiale che può essere squadrato o sagomato;
  • Incollatura: uniamo fra loro due lembi dell’oggetto con la colla.

Fino a qui tutto chiaro.

Ma così il cartone rimane grezzo (bianco o avana). Se vogliamo invece che il nostro prodotto finito sia personalizzato con grafiche, disegni, scritte, loghi e quant’altro c’è bisogno di una lavorazione in più: la stampa.

La stampa può avvenire in 2 modi:

  1. Stampando una plancia di carta (solitamente intorno ai 200 gr./mq.) che poi viene accoppiata con un cartone di diverso spessore per dargli rigidità;
  2. Stampando direttamente il cartone, saltando la fase di accoppiatura.

E adesso scende in campo la parola “digitale”.

La stampa su carta (punto 1) può avvenire sia in offset che in digitale. La scelta dipenderà da fattori come il formato, lo spessore e le quantità.
La stampa diretta su cartone (punto 2) avviene quasi esclusivamente in digitale, soprattutto se vogliamo stampare su cartone ondulato.

Quindi cos’è la cartotecnica digitale?

É il processo attraverso il quale un materiale grezzo come il cartone viene trasformato e personalizzato, a seconda delle esigenze finali, attraverso l’uso delle moderne tecnologie digitali.

Questa personalizzazione avviene stampando direttamente la superficie del cartone con macchine da stampa inkjet digitali, anche in grandi e grandissimi formati (300×200 cm).

Anche un altro passaggio di tutto il processo può avvenire in digitale: la fustellatura, ovvero il taglio sagomato. Per farlo abbiamo bisogno della fustellatrice digitale, ovvero di una macchina che ricevendo un input da un computer taglia il foglio seguendo la linea di tracciato del file.

Che differenza c’è fra cartotecnica digitale e offset?

Tutta la stampa offset si basa sulla creazione di una matrice che agisce come un “timbro” che trasferisce il colore al foglio attraverso vari passaggi. Stessa cosa per il taglio. Prima si crea il “timbro” (la fustella) e poi attraverso quello si tagliano tutti i supporti.

Nel digitale non esiste matrice. É il computer che trasmette alla macchina l’input sia per stampare che per tagliare.

É facile a questo punto capire quale sia il vantaggio del digitale. Il digitale non deve sostenere i costi fissi per la creazione delle matrici, e non deve neanche aspettare i tempi tecnici della loro realizzazione.

Quando conviene la cartotecnica digitale?

Piccole tirature

La cartotecnica digitale conviene sempre nelle piccole tirature.

Quanto piccole? Difficile dirlo. Ogni lavoro ha le sue peculiarità ma in modo approssimativo possiamo sbilanciarci e indicare in circa 1.000 fogli/lastre il break-even point, anche se questo numero è fortemente influenzato anche dal formato lastra in cui si stampa (lo vedremo dopo).

Attenzione, stiamo parlando di numero di lastre/fogli, e non di numero di prodotti finiti: il consiglio è quello di valutare il lavoro sviluppando un progetto ad-hoc ed il conseguente preventivo.

Quindi, nel concreto, la cartotecnica digitale è la tecnica giusta per:

  • Edizioni limitate
  • Brand molto di nicchia
  • E-commerce e negozi territoriali o molto esclusivi

Tutti casi in cui la tiratura è bassa.

Totem realizzati in cartotecnica digitale

Grandi tirature ma grafiche diverse

Tanti prodotti ognuno con la sua personalizzazione.

É l’esempio degli e-commerce che vogliono dare un’esperienza d’acquisto personalizzata ad ogni cliente spedendo l’ordine con packaging creati su misura. In questo caso il numero di lastre stampate ogni anno sarà sicuramente alto ma diviso in tanti ordini più piccoli corrispondenti a tante grafiche diverse, formati diversi, materiali diversi.

Quindi:

  • Grandi Brand che vogliono personalizzare l’acquisto del cliente;
  • Brand a cui piace cambiare spesso e sorprendere;
  • Catene e GDO che devono diversificare gli espositori dei negozi in base alle regioni, alle stagioni, all’offerta; 
  • Chiunque debba creare packaging destinati a più nazioni, con testi e immagini diversi per ogni lingua e paese.

In tutti questi casi stampare in offset vorrebbe dire creare e cambiare una matrice ogni volta, cosa che con il digitale non avviene, azzerando di conseguenza i costi aggiuntivi.

Facendo un esempio ancora più pratico:

Nel digitale stampare 1.000 scatole tutte uguali ha lo stesso costo che stamparne 1.000 uguali nella forma, ma tutte diverse nella grafica.

materiale pop in cartone

Prototipazione

Qualsiasi progetto più ambizioso richiede una prova, anzi più prove. Al giorno d’oggi, qualsiasi sia la tecnica scelta per la produzione di uno oggetto in cartotecnica, il campione è quasi certamente prodotto in digitale, proprio per tutte le caratteristiche che abbiamo già visto. Digitale è sinonimo di velocità e convenienza.

Misure particolari ed extra large

In alcuni casi non conta la quantità e nemmeno il grado di personalizzazione. Quello che conta è la misura.
Sulle stampanti digitali è possibile caricare fogli di dimensioni anche molto grandi, nell’offset no.

Questo permette di ottimizzare nell’acquisto della materia prima e nelle fasi di lavorazione.

Facciamo un esempio:

Immaginiamo di dover realizzare un espositore da terra composto da più forme (almeno 3).

Nella stampa offset questo significa dover realizzare 3 kit di matrici di stampa e 3 fustelle diverse nel formato 100x140cm (formato tipico delle macchine offset).

Nel digitale queste forme vengono raccolte su un unico supporto (fino al 300x200cm) con conseguente risparmio di materiale, di matrici di stampa e di fustelle.

Sul mercato della stampa offset, i formati massimi che troviamo disponibili sono il 120x160cm, ma sempre più spesso anche solo il 100x140cm, e questo è il suo principale limite.

Limite che viene superato nel digitale dove si stampano supporti fino a 300x200cm.

Conclusioni

Il digitale offre possibilità che fino a qualche tempo fa sembravano impossibili o comunque molto costose. Non ci sono quantità minime di stampa da rispettare e c’è ampio spazio per la personalizzazione.

Se la tua azienda stampa prodotti di cartotecnica e rientra in uno dei casi citati sopra, oppure vuoi solo toglierti il dubbio e scoprire se e come la cartotecnica digitale potrebbe farti risparmiare, contattaci per un preventivo senza impegno. Valuteremo insieme il tuo caso specifico e ti diremo onestamente se la cartotecnica digitale fa al caso tuo, oppure no.

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